Assegno di cura e voucher per disabilità gravissima e grave
Un contributo ogni mese per assumere una o più badanti, o pagare servizi di cura, per una persona non autosufficiente assistita a casa. Al massimo 1.200 € al mese con disabilità gravissima e 600 € con disabilità grave.
- Quanto
- Al massimo 1.200 € al mese con disabilità gravissima e 600 € al mese con disabilità grave, per non più di 12 mesi di fila, prorogabili se l'Ambito ha fondi. L'importo scende del 40% se l'ISEE sociosanitario supera i 20.000 € o se la persona riceve già altri servizi, come il centro diurno, e di un altro 10% se ci sono tutte e due le condizioni. L'Ambito lo aumenta del 10% per chi è in coma o in stato vegetativo, ha bisogno della ventilazione 24 ore su 24 o è in dipendenza vitale, senza altre forme di assistenza. Sono importi massimi e l'Ambito può ridurli in base ai fondi, come ha confermato il TAR Campania con la sentenza 1861/2026: l'Ambito A6 in provincia di Avellino, per esempio, per il fondo 2024 dà 700 € e 350 €.
- Per chi
- Persone di ogni età, anziani compresi, che vivono nell'Ambito e sono assistite a casa, con la valutazione dell'UVI del distretto sanitario. Con disabilità gravissima servono l'indennità di accompagnamento, o la non autosufficienza secondo l'allegato 3 del DPCM 159/2013, e una delle condizioni del decreto ministeriale del 26 settembre 2016: per gli anziani di solito è una demenza grave, con punteggio CDRS di almeno 4. Con disabilità grave basta l'accompagnamento, o la non autosufficienza secondo lo stesso DPCM. I fondi vanno prima a tutte le persone con disabilità gravissima e poi, se ne restano, a quelle con disabilità grave. Sono esclusi i ricoverati in RSA e nelle altre strutture residenziali.
- ISEE
- ISEE sociosanitario fino a 50.000 € (65.000 € per i minori), una soglia che gli Ambiti non possono abbassare. Sopra i 20.000 € (35.000 € per i minori) l'assegno si riduce del 40%. In graduatoria contano la scheda sociale e l'ISEE: è favorito chi ce l'ha più basso.
- La badante
- L'assegno serve a pagare chi assiste: una o più badanti assunte dalla famiglia, incarichi professionali o servizi di cura. Va documentato almeno il 70% dell'importo con contratti di lavoro, incarichi anche temporanei, voucher INPS per servizi di cura, ricevute, bonifici o fatture. Si può usare anche per il lavoro di cura del familiare che assiste, se il suo impegno è attestato. Un parente assunto come badante può non essere accettato: la delibera regionale ammette i contratti con i parenti se rispettano le norme, ma una circolare regionale del 2024, applicata per esempio dall'Ambito B02 in provincia di Benevento, esclude chi è tenuto agli alimenti (art. 433 del codice civile), cioè coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle, generi, nuore e suoceri. Prima di assumere un familiare chiedi all'Ambito.
- Si somma con
- Si somma con pensioni, indennità di accompagnamento e altri assegni previdenziali o assicurativi. Non si somma con altri sostegni al reddito degli Ambiti per i non autosufficienti, né con programmi che pagano le stesse prestazioni, come Dopo di Noi e Vita indipendente, salvo spese diverse. Con il centro diurno o l'assistenza domiciliare l'assegno resta, ridotto del 40%. Se scegli la Prestazione universale dell'INPS, per legge (D.Lgs. 29/2024, art. 36 comma 4) questa assorbe l'accompagnamento e i contributi come l'assegno di cura.
- Domanda
- Ai servizi sociali o al Segretariato sociale dell'Ambito territoriale del tuo Comune, con l'avviso che l'Ambito pubblica. La può presentare la persona, un familiare o il caregiver. Ogni Ambito apre il suo avviso una volta l'anno. Per il fondo 2024, per esempio, l'Ambito A6 ha raccolto le domande fino al 22 maggio 2026, e ora gli Ambiti stanno approvando le graduatorie.
Come fare domanda
- Chiedi al Segretariato sociale o ai servizi sociali del Comune se l'avviso del tuo Ambito è aperto.
- Prepara l'ISEE sociosanitario, il verbale dell'invalidità con l'accompagnamento e l'IBAN di un conto intestato alla persona assistita o al suo amministratore di sostegno.
- L'assistente sociale fa la valutazione sociale e attiva l'UVI del distretto, che valuta la persona e scrive il piano di assistenza (PAI).
- Se la persona è ammessa, l'Ambito paga con un bonifico ogni due mesi. Conserva contratti e ricevute: va documentato almeno il 70% dell'importo.
Fonti ufficiali: Delibera regionale 70/2024 (PDF) (22/02/2024) · Sentenza del TAR Campania 1861/2026 (18/03/2026) · Esempio: avviso dell'Ambito A6 (PDF) (06/05/2026) · Determina dell'Ambito B02 sui parenti (PDF) (11/08/2026)
L'assegno vale dalla data del piano di assistenza, anche per i mesi già passati. Il primo bonifico va fissato entro 30 giorni dal decreto con cui la Regione liquida i fondi all'Ambito, quindi i tempi dipendono da quando arrivano i soldi: per la tua pratica chiedi all'assistente sociale dell'Ambito. Chi riceve già l'assegno con disabilità gravissima non deve rifare la valutazione.
