Assumere la badante per un mese: consigli per non fare errori

Ci troviamo nella situazione di assumere la badante per un mese?

Potremmo trovarci nella condizione di avere un nostro caro ricoverato in ospedale che ha bisogno di assistenza.

Oppure la badante che abitualmente ci aiuta nella gestione di nostra mamma è in ferie.

Allora, come possiamo assumere la badante per un mese senza correre nessun rischio?

Leggi anche: L’assunzione dela badante convivente

Assumere la badante per un mese: il contratto conviene sempre

Potremmo farci prendere dalla tentazione di cercare una badante da far lavorare in nero.

Tanto è solo per un mese o magari anche per un periodo più breve.

Sebbene potrebbe sembrare l’opzione più semplice potrebbe poi crearci dei problemi in futuro.

Senza dubbio, far lavorare una persona in nero, è un illecito davvero grave.

Il nostro ordinamento giuridico prevede sanzioni pesanti a carico del datore di lavoro.

A settembre, al ritorno dalle vacanze, potremmo ricevere una cattiva sorpresa.

Una spiacevole vertenza a nostro carico, da parte della lavoratrice che abbiamo fatto lavorare irregolarmente.

Pertanto, è consigliabile stipulare sempre un regolare contratto di lavoro.

In tal modo, gli orari lavorativi, le mansioni da svolgere i diritti e i doveri saranno ben chiari e definiti.

Inoltre, assumere la badante per un mese, con un contratto regolare, ci darà maggiore garanzia sull’affidabilità e serietà della persona che si prende cura del nostro familiare.

Altresì, affidare un proprio familiare ad una persona competente, ci farà stare più tranquilli.

Ricordiamo che per assumere una badante è necessario che la stessa presenti documenti certi.

Occorre sia munita della documentazione necessaria per redigere il contratto di lavoro.

Se la candidata, è di nazionalità italiana dovrà presentare il codice fiscale e un documento d’identità valido.

Se la badante da assumere per un mese è straniera, dovrà avere anche il permesso di soggiorno.

Per approfondire leggi anche: Badante in regola, ti conviene 10 volte

Costi da affrontare per assumere la badante per un mese

Una volta presa la decisione di far lavorare una badante con contratto dobbiamo sostenere alcuni costi.

Vediamo insieme i principali.

Certamente, il primo costo da affrontare è dato dallo stipendio da versare al lavoratore.

Nel nostro caso l’importo è indicato all’interno del contratto collettivo nazionale della categoria di riferimento.

Il contratto collettivo colf e badanti stabilisce gli importi precisi delle retribuzioni da versare al nostro lavoratore.

La retribuzione che siamo tenuti a pagare cambia a seconda che il contratto redatto sia a tempo parziale o a tempo pieno.

Senza dubbio, dobbiamo considerare anche il livello di inquadramento della nostra badante.

Il livello di inquadramento può essere diverso; esso cambia a seconda delle mansioni da svolgere e dalle qualifiche di cui è in possesso la badante che abbiamo scelto.

Poi, in proporzione al periodo di riferimento, dovranno essere versati anche i contributi INPS.

Altresì, non dobbiamo dimenticare che il datore di lavoro è tenuto a sostenere i costi della tredicesima e del TFR.

Sia la tredicesima che il trattamento di fine rapporto sono versati in proporzione alla durata del contratto di lavoro.

Se, poi, la badante è anche convivente il datore di lavoro è tenuto a fornirle vitto e alloggio.

Oppure, in sostituzione colui che ha assunto la lavoratrice deve pagare l’importo relativo all’indennità di vitto e alloggio, come stabilito nel contratto collettivo della categoria.

Sei alla ricerca di una badante anche per un periodo breve?

Badante per il mese di agosto

Senza dubbio, il pensiero di cercare una badante per un mese, oppure per periodi anche più brevi, può essere fonte di grandi ansie.

Spesso, sorgono domande.

La badante, per un periodo breve, sarà davvero una persona competente e capace?

L’anziano da assistere accetterà serenamente questa nuova estranea?

Non solo potremmo sentirci in preda alla preoccupazione per il nostro familiare.

Ansia e paura che sia difficile, per il nostro caro da assistere, abituarsi alla nuova assistente familiare.

Certamente utile, può essere organizzare un incontro a casa dell’anziano di cui avere cura.

In questo modo, potremo trarne vari vantaggi:

  • conoscere ed avere un colloquio con la badante
  • verificare che possieda le competenze necessarie per il nostro caro
  • far si che l’anziano non si trovi improvvisamente una nuova assistente, ma che sia preparato all’evento. Così anche l’anziano affronterà più serenamente e senza ansie il cambiamento.

Una volta svolto l’incontro avremo da valutare tutti gli elementi acquisiti per poter decidere bene.

E’ arrivato il momento del contratto.

Ricordiamoci di inserire, nel contratto la durata del periodo di prova.

Durante i giorni del periodo di prova il datore di lavoro oppure la badante possono decidere di recedere dal contratto di lavoro.

E’ sufficiente comunicare il semplice recesso.

Non è necessario neanche fornire un periodo di preavviso.

La legge non prevede che sia data una spiegazione giustificativa della scelta di non continuare il rapporto lavorativo.

Certamente, perché il periodo di preavviso possa essere utilizzato, va inserito per iscritto al momento dell’assunzione.

Altresì, tale clausola deve essere necessariamente firmata da entrambe le parti: datore di lavoro e badante.

Leggi anche: Come funziona il periodo di prova

Badante per una settimana o per periodi molto brevi

Ma dobbiamo per forza stipulare un contratto, se dobbiamo assumere una badante per una settimana?

La risposta è no.

Il nostro ordinamento prevede la possibilità di utilizzare il libretto di famiglia dell’INPS

Ma, cos’è il libretto di famiglia dell’INPS?

E’ un libretto prefinanziato e personale che contiene titoli di pagamento dall’importo di 10 euro.

Si può utilizzare per pagare un lavoro svolto anche per l’assistenza anziani.

Però, l’attività di lavoro deve essere occasionale e di durata non superiore ad un ora.

Lo staff di badacare.com

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