Quanto e come pagare la badante? La guida completa

pagare la badante

Come sappiamo, il tema dell’assistenza domiciliare può rivelarsi un terreno piuttosto tortuoso.

Tante sono le cose da sapere, in particolare una su tutte riguarda la retribuzione della badante.

A meno che non si voglia usufruire dei servizi di un’assistente familiare pagandola “in nero”, cosa che noi sconsigliamo vivamente (per capire quali sarebbero i rischi vi invitiamo a leggere qui), quello che si instaura tra famiglia e lavoratrice è un vero e proprio rapporto di lavoro.

Brevemente, il familiare dell’anziano da assistere o l’assistito stesso ricopre la parte del datore di lavoro che, tramite accordo, scambia il lavoro manuale e/o intellettuale della badante con una retribuzione.

Assumere un’assistente familiare che lavori al domicilio in modo continuativo ha implicazioni diverse rispetto alla fruizione di prestazioni occasionali.

Inoltre, un ulteriore aspetto da considerare è che ogni anno vengono modificati i minimi retributivi e contributivi del personale domestico, adeguandoli ai costi della vita.

Se sei o stai per diventare il datore di lavoro di un’assistente domiciliare vediamo insieme quali adempimenti ti aspettano!

Chi sono i lavoratori domestici

“S’intendono per addetti ai servizi personali domestici i lavoratori di ambo i sessi che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale con qualifica specifica, sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche” (L. 2 aprile 1958, n. 339 per la tutela del rapporto di lavoro domestico).

In altre parole, come specificato dalla suddetta legge, esistono diversi tipi di lavoratore domestico. Si possono assumere lavoratori specializzati in una mansione, come ad esempio cuochi e autisti personali, o persone non sono destinate a un solo compito, ma che possano con il loro contributo aiutare il buon funzionamento della vita familiare. È in questa ultima categoria che rientrano le badanti o meglio assistenti familiari. Di fatti, possono essere assunte per i più svariati motivi: pura compagnia, pulizie domestiche, igiene dell’assistito, disbrigo di commissioni, etc.

In ogni caso, prima dell’assunzione è necessario reperire i documenti per l’instaurazione del rapporto di lavoro, anche considerando la provenienza e la cittadinanza del lavoratore.

Obblighi contrattuali

In ogni modo, qualunque siano gli accordi presi

  • il lavoratore è tenuto a prestare la propria opera con diligenza secondo gli interessi della famiglia per cui lavora, seguendo le indicazioni del datore
  • il datore deve corrispondere puntualmente la remunerazione ogni mese, garantire la sicurezza dell’integrità fisica del lavoratore e lasciargli il tempo utile per adempiere a impegni personali.

Lavoro domestico continuativo

Lavoro domestico continuativo non vuol dire obbligatoriamente rapporto in convivenza, o meglio, non solo.

Rientrano tra le assistenti familiari continuative coloro che:

  • abitano presso il datore di lavoro avvalendosi anche del vitto e alloggio;
  • prestano servizio presso la stessa famiglia per almeno 4h al giorno e per almeno 24h settimanali;
  • prestano servizio ad ore, cioè solo per alcuni giorni alla settimana per un orario inferiore alle 24h settimali.

Le loro prestazioni sono disciplinate dal nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro domestico entrato in vigore il 1° gennaio 2018.

La retribuzione

Dal 2018 è stato disposto un aumento dello stipendio minimo da erogare al lavoratore in relazione alla crescita dell’indice Istat di riferimento dello 0,8%, adeguando lo stipendio all’inflazione. Il datore di lavoro deve provvedere a retribuire il lavoratore entro il 10 del mese successivo.

Nuovi minimi contrattuali del lavoro domestico 2018

Vi è inoltre un obbligo assicurativo da coprire, secondo norme previste dall’art. 26 del DPR 1403/71.

L’orario di lavoro

Ugualmente a un qualsiasi altro lavoratore, il lavoratore domestico necessita di un po’ di tempo per recuperare energie, per dedicarsi ai propri interessi e alla propria vita privata. O semplicemente, per riposare.

La legge fissa dei limiti nell’orario di lavoro che devono essere obbligatoriamente rispettati dalle parti; il datore, in caso contrario, andrebbe incontro a sanzioni importanti.

I termini di legge possono essere differenziati in

  • riposo giornaliero, di almeno 11 ore consecutive all’interno delle 24h
  • orario massimo settimanale, che ammonta a 48h settimanali inclusi gli straordinari.

Il rispetto di questi limiti è funzionale alla salute del lavoratore stesso e alla qualità del suo operato.

Immaginiamo un’assistente familiare che accudisce un anziano non autosufficiente, allettato, che per fare il bagno deve essere aiutato e mobilitato da un’altra persona.

Come conseguenza, se la lavoratrice in questione non ha potuto riposare come previsto dalla legge, nello spostare l’anziano potrebbe avere un cedimento fisico dovuto alla stanchezza, far cadere l’assistito, etc.

In aggiunta, la legge prevede anche un giorno di riposo settimanale in cui l’assistente familiare è completamente esonerata dagli obblighi di lavoro. Le parti sono libere di accordarsi a riguardo, non scegliendo obbligatoriamente la domenica come giornata di pausa.

Una specifica: se il lavoratore domestico è convivente ha diritto oltre che a 24h di riposo consecutive ad ulteriori 12h di riposo durante un’altra giornata stabilita in accordo con il datore.

Violare è rischioso…

Violare, quindi, le regole sull’orario di lavoro è molto rischioso, anche e non solo per l’incolumità fisica. Il datore che costringe il dipendente ad orari massacranti incorre, infatti, a una sanzione amministrativa che va dai 200 ai 150

I contributi

Il lavoratore domestico, una volta iscritto all’INPS, ha diritto al versamento dei contributi. L’istituto invia al datore di lavoro dei bollettini MAV per il versamento dei contributi in relazione alla paga oraria effettiva.

È possibile pagare i contributi anche attraverso una procedura on line del sito INPS, con pagamento immediato PagoPA grazie ad addebito sul conto del datore.

I contributi vengono versati quattro volte all’anno, ogni trimestre.

Il datore di lavoro che versa regolarmente i contributi ha diritto, se è così, a delle agevolazioni fiscali, in quanto possono essere dedotti dal proprio reddito fino a un massimo di 1549,36€ annuo conservando le ricevute INPS. Se l’assistente familiare è da supporto ad un non autosufficiente la deduzione dei contributi può raggiungere un massimo di 2100€ l’anno: ricordati, però, di presentare la certificazione di non autosufficienza!

Prestazioni occasionali di lavoro

Anche il lavoro domestico può configurarsi come lavoro accessorio o occasionale a patto che le prestazioni di cui ci si avvale siano temporanee e per un valore massimo di 5.000€ annui.

Non è possibile assumere per prestazioni occasionali un lavoratore con cui negli ultimi sei mesi si è collaborato in maniera continuativa.

Per chiarezza…

…se Sempronia ha lavorato come assistente familiare convivente presso la famiglia A fino al mese scorso, la stessa famiglia (A) non potrà assumere Sempronia per 3 giorni del mese corrente o nei 5 mesi successivi.

Il lavoratore occasionale ha comunque diritto all’assicurazione per invalidità, all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Quali attività possono essere oggetto di lavoro accessorio?

  • piccoli lavori domestici come la pulizia dell’abitazione;
  • assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, indipendentemente che siano auto o non autosufficienti;
  • insegnamento privato.

La retribuzione

Il fruitore del lavoro domestico occasionale beneficia del regime agevolato dei buoni lavoro. Pagare una badante per poche ore di servizio è molto semplice: la retribuzione avviene attraverso il meccanismo dei buoni o voucher dal valore nominale di 10€ l’ora (in alternativa è possibile acquistare un buono di 50€ equivalente a 5 ore lavorate).

In particolare, la famiglia o comunque il privato, può acquistare il cosìddetto libretto famiglia che è composto dai vari titoli di pagamento.

Che cosa comprende il valore uninominale (10€) del voucher?

Composizione del buono lavoro

Come fare

Accedere ai libretti famiglia è, fortunatamente, una procedura veloce. Datore e lavoratore devono iscriversi alla piattaforma on line dell’INPS. L’utilizzatore, ovvero il datore, deve comunicare non oltre il terzo giorno del mese successivo alla prestazione:

  • i dati identificativi dell’assistente familiare
  • il compenso pattuito
  • il luogo di lavoro
  • la durata
  • l’ambito di svolgimento
  • altre informazioni di gestione del rapporto.

L’INPS entro il 15 del mese successivo eroga direttamente il compenso pattuito nelle modalità scelte dalla lavoratrice badante.

Il consiglio Badacare

Ricapitolando, la famiglia può occuparsi direttamente della retribuzione della badante attraverso i canali informatici del sito INPS e/o piuttosto rivolgendosi ad un CAF o Patronato per ricevere supporto in tutte le procedure burocratiche.

D’altra parte, i costi da sostenere per questa ultima soluzione potrebbero risultare abbastanza onerosi.

Per questa ragione sono nate delle realtà virtuali in modo da aiutarti in queste pratiche a costi nettamente inferiori; questo è il caso, ad esempio, del sito ColfSemplice che con pochi euro vi seguirà passo passo nella gestione di paghe e contributi del vostro lavoratore domestico, anche occasionale.

Elisabetta Surace, care manager di Badacare

 

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