Quali sono i sintomi di non autosufficienza per un anziano?

sintomi di non autosufficienza

Ormai da un pò tua zia anziana presenta strani sintomi di non autosufficienza nel suo comportamento?

Papà non si comporta più come prima?

Mamma non si ricorda più le cose?

Ebbene sì, ci sono alcune conversazioni che sappiamo è giunto il momento di fare, ma nonostante queste siano inevitabili, non le iniziamo mai.

Infatti, per paura del cambiamento e di certi sintomi, rimaniamo immobili fino a quando agire diventa troppo tardi e costoso.

sintomi di non autosufficienza

Riconoscere i sintomi di non autosufficienza

Una di queste conversazioni riguarda il momento giusto per ricorrere all’assistenza per i propri genitori.

Certo, è molto difficile iniziare una conversazione del genere con i propri cari, perché comporta importanti cambiamenti nella nostra vita.

“Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare se stessi.”

Nelson Mandela

Solo provare a parlare dell’introduzione di una badante nelle proprie case può rappresentare un vero dramma, un vero turbamento familiare. Anche quando si è sicuri che un aiuto esterno possa essere l’unica soluzione possibile.

Malgrado le difficoltà, parlarne è fondamentale per il benessere di tua madre o di tuo padre, soprattutto se sono evidenti i primi sintomi di non autosufficienza.

Certo, capire il momento perfetto per iniziare la conversazione può rappresentare una sfida, ma, per aiutarti, abbiamo stilato la lista dei sintomi per riconoscere l’insorgenza del bisogno di assistenza.

Riconosci i primi sintomi di non autosufficienza in un tuo familiare?

 

1. Comportamento Aggressivo

Aggressioni e comportamenti violenti di tipo fisico e sessuale sono frequenti in caso di demenza senile.

Quando questi episodi accadono, i familiari spesso non possiedono le competenze per comprendere le situazioni e per trovare delle soluzioni in autonomia.

In realtà, ogni declino cognitivo può portare ad episodi di inspiegabile violenza.

A prescindere che la violenza sia verbale o fisica, questa può essere difficile da gestire senza ricorrere all’aiuto di un esperto o qualcuno abituato a gestire casi simili.

Come iniziare la conversazione?

Se la persona inizia ad avere comportamenti violenti, non serve a niente sgridarla o farla sentire in colpa per il suo bisogno di assistenza.

Insistere va bene, ma usando toni calmi e distensivi.

Inoltre, serve essere concreti, con domande del tipo:

 “Se ti arrabbi con me, forse hai bisogno di qualcuno con cui puoi andare d’accordo?”, “Se fossi tu a scegliere questa persona, saresti contento?”

Più argomentazioni concrete riesci ad avere e maggiori sono le possibilità che il tuo caro si possa convincere. 

2. Disorganizzazione e disordine mentale

Dimenticarsi di pagare le bollette, non ricordarsi la strada di casa dopo essere andati a fare la spesa o perdere le chiavi di casa sono solo alcuni esempi che dovrebbero far suonare una campanella di allarme nella nostra testa.

Se ti stai chiedendo perché, il motivo è semplice: quelle azioni, un tempo naturali e familiari, oggi rappresentano una vera e propria sfida.

Anche l’insolito disordine, la sporcizia accumulata, cibi e farmaci scaduti e la mancata cura dell’igiene personale dovrebbero farci pensare che qualcosa effettivamente è cambiato.

Come iniziare la conversazione?

In questa circostanza, fare leva sulle conseguenze dei loro comportamenti, ovvero sul disordine o su una grave dimenticanza, potrebbe essere la soluzione.

Quindi, serve mostrare il disordine e la confusione non per colpevolizzare, ma per sottolineare l’importanza e il vantaggio di avere un aiuto esterno.

Inoltre, consigliamo di ricorrere ad un aiuto esterno in modo incrementale; partendo da poche ore alla settimana la persona non penserà ad un drastico cambiamento.

3. Depressione e costante mancanza di energie

La depressione nell’anziano, spesso, è legata a casi di demenza senile o di morbo di alzheimer.

Anche se, secondo gli esperti, non è ancora chiara l’esatta relazione tra le due.

Sintomi evidenti possono essere i seguenti:

  • Umore depresso
  • Perdita di interesse o di piacere
  • Disturbi dell’appetito
  • Disturbi del sonno
  • Difficoltà di concentrazione
  • Astenia
  • Agitazione o rallentamento
  • Senso di inutilità
  • Senso di colpa ingiustificato
  • Idee di suicidio o di morte
  • Irrequitezza
  • Idee negative
  • Ridotto livello di attività
  • Chisura in sé stessi

Tra i sintomi collaterali, possiamo trovare:

  • Tendenza al pianto
  • Ansia
  • Sintomi fisici (Cefalea, dolori)
  • Infelicità cronica

Come affrontare la depressione

In questo caso, prima di iniziare la conversazione, è consigliabile iniziare a cercare le ragioni per cui il malato potrebbe essere depresso e riconoscere gli improvvisi cambiamenti di comportamento e di atteggiamento dello stesso.

Qualora doveste avere anche il solo dubbio della presenza di questi sintomi di non autosufficienza, consigliamo di rivolgervi al vostro medico per chiedere informazioni su eventuali farmaci e/o terapie.

Inoltre, occorre non lasciare l’anziano solo, offrendogli sostegno e comprensione costante.

4. Declino fisico

Indizi come la diminuzione di peso corporeo possono essere legati alla perdita da parte dell’anziano della capacità di cucinare.

Mentre, se all’apparenza il tuo caro sembra più fragile, dimostra difficoltà eccessive nell’atto di alzarsi dalla sedia o non riesce a rimanere in equilibrio, molto probabilmente questi sono casi di decadimento fisico che dimostrano una non più completa autonomia nell’autogestirsi.

Anche l’assunzione di peso eccessivo potrebbe rappresentare un sintomo. Infatti, l’anziano non ricordando di aver mangiato recentemente, sarà portato a mangiare in continuazione.

Prova a monitorare con continuità la situazione

Contollando con costanza la situazione, potrai trasformare i dubbi di sintomi di non autosufficienza in convinzioni sulla salute fisica e mentale del tuo genitore e, quindi, agire di conseguenza.

5. Asocialità

Ciò che tiene le persone sane a livello mentale è la socialità e la rete di relazioni che queste generano e mantengono nel tempo.

Putroppo, però, nel corso della vita alcuni accadimenti improvvisi possono deteriorare la rete di relazioni sulla quale si è fatto affidamento negli anni.

D’un tratto, si può rimanere improvvisamente soli, senza la capacità di gestire la situazione.

Come gestire l’asocialità

Se pensi che il tuo genitore abbia bisogno di qualcuno che gli faccia compagnia, ti invitiamo ad osservare queste situazioni:

  • Le sue amicizie: le amicizie del tuo genitore, con il tempo, rimangono costanti? Riesce a fare le solite passeggiate in compagnia, ad andare a messa la Domenica e, in generale, a svolgere tutte quelle attività che era solito fare?

Spesso, la mancanza di compagnia è associata alla depressione e a problemi di cuore negli anziani, oppure, può essere dovuta al fatto che alcuni dei suoi amici siano deceduti di recente.

Se ti accorgi di questi fattori e sintomi di non autosufficienza, ti consigliamo di fare il possibile per non lasciare il tuo genitore da solo.

  • Mancanza di interessi e di attività: tuo padre o tua madre non giocano più a carte una volta ogni due giorni? Tuo padre non ama più le bocce o passare del tempo al bar con gli amici? Se queste cose o simili accadono, sai bene che significa bandiera rossa perché c’è bisogno di intervenire.
  • Sedentarietà: il tuo caro non esce di casa da troppi giorni? Questa situazione accade spesso quando la persona non ha più i requisiti per guidare o ha paura di spostarsi con i mezzi pubblici.

In effetti, questi sintomi di non autosufficienza potrebbero avere ripercussioni negative anche sullo stato fisico dell’anziano, che letteralmente “si lascia andare”. Decidere di presentargli qualcuno che gli faccia compagnia quando è ancora in grado di comprendere serve ad evitare una degenerazione ulteriore della situazione.

Conclusioni

Le cause e i sintomi di non autosufficienza che portano il tuo genitore a non essere più quello di un tempo, come hai potuto vedere sono molti.

Quello che consigliamo noi di badacare è di non rassegnarsi e non deprimersi alla vista di questi sintomi.

Prendere le decisioni giuste attraverso l’ausilio di esperti, come il proprio medico, può essere la soluzione per vivere la vita al meglio accettando eventi che, sebbene siano dolorosi, sono inevitabili ad un certo punto della vita.

Stefano Pepe, fondatore di badacare

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