Badante convivente: la guida completa per l’assunzione

Badante convivente e assistito

Sei in cerca di un/una badante convivente per i tuoi genitori o per un tuo caro?

Stai riscontrando complessità nel trovare la giusta persona e nel comprendere come gestire l’assistenza perché, per la prima volta, ricopri il ruolo del datore di lavoro?

Se la risposta alle domande è sì, ti consigliamo di impiegare 10 minuti del tuo tempo per leggere l’articolo che abbiamo scritto per rispondere a tutti i tuoi dubbi.

Iniziamo…

Se ti trovi a cercare una badante convivente, allora tutto parte dal trovarla, quindi dalla ricerca e dalla selezione…

La selezione della badante convivente

La selezione è la parte iniziale di tutto il processo, ma probabilmente è quella più difficile e complessa.

Molte famiglie provano a fare da sole assumendosi tutti i rischi, altre decidono di rivolgersi ad agenzie tradizionali molto costose, mentre altre si rivolgono a badacare.com.

Le famiglie si rivolgono ai servizi online di badacare.com perché riscontrano difficoltà nel trovare la badante convivente con esperienza e referenze, ovvero una badante convivente affidabile.

Infatti, a dover essere ricercata non è un semplice badante convivente, ma una badante convivente con esperienza e referenze e compatibile con le esigenze della famiglia.

Per questo motivo, la selezione iniziale è probabilmente il momento più importante, perché un errore in questa fase potrebbe comportare grandi rischi e costi di natura monetaria e non solo.

Noi di Badacare attraverso il sito badacare.com, aiutiamo le famiglie ad entrare in contatto con assistenti familiari con esperienza e referenze positive.

In questo modo, abbiamo creato una rete familiare di valore in grado di ridurre al minimo i rischi e i costi per le famiglie.

Stai cercando una badante convivente?

  Noi consigliamo di rivolgersi sempre a delle persone affidabili, che svolgono il lavoro assistenziale da almeno un paio di anni e che dispongono di referenze positive.

Leggi l’articolo, come funziona badacare.com

Inoltre, dopo aver individuato il profilo che potenzialmente potrebbe andar bene, serve svolgere un colloquio tra la famiglia e la badante convivente per chiarire e approfondire tutti i punti.

Il colloquio di lavoro tra la famiglia e la badante convivente

Quando si svolge il colloquio sono diversi gli aspetti da prendere in considerazione.

Innanzitutto, serve svolgere almeno un colloquio di 3o minuti con la badante convivente candidata.

Parlarsi aiuta a comprendere l’eventuale compatibilità di carattere.

Infatti, non sempre le esperienze passate sono a garanzia di un’assistenza che sarà positiva, questo perché la compatibilità cambiano di volta in volta.

Un altro aspetto determinante per impostare la relazione positiva sin dall’inizio è il chiarimento su quelle che saranno le condizioni contrattuali.

In aggiunta, occorre specificare, se presenti, le patologie della persona da assistere in modo che l’assistente familiare possa essere predisposto e disponibile ad assecondare la vostra richiesta.

Dopo aver portato a compimento la selezione, il passo successivo è pensare al contratto da sottoporre alla badante convivente…

Il contratto della badante convivente

Sottoporre un contratto alla badante convivente ha di implicito il fatto che, in molti casi, le famiglie divengono per la prima volta datori di lavoro, con tutte le complessità che riguardano l’assunzione diretta.

Il contratto che avviene tra famiglia e badante convivente prevede la definizione di determinati mansioni e livelli.

Per livelli si intendono diversi inquadramenti a cui si associano diversi trattamenti normativi, giuridici ed economici.

Il livello dipende dalle mansioni, dagli anni di esperienza professionale e dalla qualifica della persona che si decide di assumere.

I livelli previsti e l’area di lavoro prevista

Il livelli previsti sono “il livello B super“,”il livello C super” e “il livello D super” l’area prevista è “l’area dell’assistenza“. L’area dell’assistenza prevede lavoratori addetti all’assistenza e alla cura di persone con mansioni di carattere non sanitario.

Oltre a ciò, per l’area dell’assistenza sono previsti due livelli:

  • LIVELLO B SUPER: Persone che assistono persone autosufficienti svolgendo mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.
  • LIVELLO C SUPER: Lavoratori che possiedono specifiche capacità professionali che gli permettono di svolgere la propria mansione che svolgono con autonomia e responsabilità. Si definisce l’assistente a persone non autosufficienti, senza diploma professionale che svolge anche le mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.
  • LIVELLO D SUPER: Assistenti a persone non autosufficienti con diploma scientifico, che ricoprono mansioni di assistenza, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti. Inoltre, gli assistenti inquadrati con il livello D super svolgono anche il ruolo di Direttore di casa, attraverso mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse all’andamento della casa.

Ma, una volta determinato il livello, occorre capire il costo per ciascuno dei livelli previsti per l’assistenza.

Di seguito, sottoponiamo il costo di queste tipologie di contratti e inquadramenti…

Quanto costa una badante convivente?

Secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero del lavoro del 15 Gennaio 2019 sulle tabelle retributive, in base alla variazione del costo della vita, sono stati determinati i nuovi parametri da rispettare per gli stipendi minimi.

Questi cambiamenti hanno interessato anche i livelli contrattuali inerenti l’area dell’assistenza, quindi l’area che riguarda i badanti conviventi. Di seguito, gli stipendi netti minimi dei seguenti livelli:

  • B super: 867,55 €
  • C super: 983,32 €
  • D super: 1214,56€ (+indennità di funzione 171,04 €)

Sulla base dei suddetti minimi tabellari per i salari della badante convivente, occorre comprendere che tipo di disponibilità possiamo aspettarci…

Gli orari della badante convivente

Secondo il CCNL, la badante convivente può lavorare un massimo di 54 ore alla settimana, per un orario giornaliero di 10 ore, anche non consecutive, per 5 giorni a settimana, più un sesto giorno con orario ridotto a 4 ore di lavoro.

La domenica è il giorno di riposo irrinunciabile.

Quindi, i lavoratori conviventi hanno diritto ad uno stop settimanale di 36 ore.

Per quanto riguarda il riposo giornaliero della badante convivente, questo è di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata. Quindi, la badante convivente non può prestare piena assistenza nelle ore notturne.

Mentre, se la badante convivente non lavora interamente nelle fasce 14.00 – 22.00 o 6.00 – 14.00, è previsto un riposo giornaliero intermedio di 2 ore.

La badante può decidere di rimanere o meno all’interno del domicilio all’interno delle 2 ore.

Come funziona il vitto e l’alloggio per la badante convivente

Stando al CCNL al badante convivente spetta il vitto e l’alloggio, in aggiunta alla retribuzione economica.

I modi per le famiglie per concedere il vitto e l’alloggio sono due, o tramite la fruizione in natura o tramite un’indennità sostitutiva.

Ma, come si calcola l’indennità sostitutiva? Moltiplicando il valore convenzionale giornaliero di vitto e alloggio.

Nel 2018, la quota giornaliera era fissata a 5,53 € (1,93 € colazione e pranzo; 1,93 € cena e 1,67 € alloggio).

Le potenziali problematiche da controllare

Quando si decide di assumere una badante convivente, spesso, è la prima volta che si decide di inserire nel proprio nucleo familiare una persona estranea.

Quindi, accade che si va ad intaccare la sfera più intima e personale di una famiglia. Inoltre, nella maggior parte dei casi, le famiglie si trovano per la prima volta ad essere datori di lavoro.

Questo implica, oltre la fruizione del servizio, anche la gestione di una persona dal punto di vista giuridico ed economico. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che molte famiglie commettono degli errori.

Infatti, accade sovente alle famiglie di ricevere richieste economiche come aumenti retributivi o anticipi non rispettando le cadenze retributive.

Quello che consigliamo è di mantenere un rapporto di tipo professionale con la badante convivente, cercando di non cedere a qualsiasi richiesta di tipo economico.

Va bene far sentire la badante convivente parte importante in una famiglia, ma occorre sempre rispettare i ruoli professionali e le cadenze retributive.

Stefano Pepe, fondatore di badacare.com

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