Invecchiare in Italia al giorno d’oggi

Cosa vuol dire invecchiare nella società di oggi? Come si sentono i nostri anziani e come sono percepiti dal resto della popolazione? E lo Stato italiano ne garantisce i diritti?

I tuoi genitori stanno invecchiando e vuoi capire come proteggerli al meglio?

L’esclusione degli anziani dalla società

Invecchiare al giorno d’oggi non è sicuramente sereno come si possa immaginare; in una società dove l’anziano è visto più come un peso, perché non più produttivo, anziché come una risorsa da cui attingere ancora sapere e capacità.

Questa constatazione è triste sia per gli anziani oggi coinvolti, ma anche e soprattutto per i giovani di adesso che inesorabilmente un giorno dovranno invecchiare.

La solitudine non è una malattia, ma la patologia tipica di chi vive la vecchiaia nella società di oggi, lasciata ai margini come se non fosse degnamente libera di essere vissuta.

L’invecchiare non deve essere considerato come un tempo “residuale” o come declino della vita “vera”.

Ormai è un dato scientifico che l’aspettativa di vita, specie in Italia, è molto alta e non è compensata da un adeguato ricambio demografico.

L’invecchiamento della popolazione è sempre più consistente.

Non si può purtroppo ignorare il fatto che molte persone anziane abbiano difficoltà ad eseguire attività quotidiane e a prendersi cura di sé in completa autonomia.

Leggi anchel’articolo La popolazione italiana invecchia sempre di più.

Convivere con le limitazioni causate dall’invecchiamento

L’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni Italiane ha redatto un rapporto annuale in cui racconta la qualità della vita degli anziani e del loro rapporto con le attività quotidiane.

Per approfondire consulta il “Rapporto annuale Osservasalute”

Nello specifico le principali difficoltà per un anziano sono:

Fare le scale, sdraiarsi e alzarsi dal letto o da una sedia, mangiare particolari tipi di cibo o tutte le attività legate alla cura e all’igiene della persona come lavarsi, vestirsi e spogliarsi .

Nel caso di limitazioni lievi, non sono da sottovalutare invece le attività come rispondere al telefono, prendere e ricordarsi delle medicine, fare la spesa, prepararsi i pasti e tutte le attività di gestione economica.

Questo comporta un bisogno sempre maggiore di assistenza, su molti punti vista.

Invecchiare al Nord o al Sud Italia… è uguale?

invecchiare in Italia
invecchiare in Italia

Il gap fra il Nord e il Sud del paese a proposito della gestione dell’invecchiamento, è elevato: nel Meridione il 14% dei settantenni dichiara di avere difficoltà nella cura della propria persona, contro il 12,7% del centro e il 9% del nord.

In particolare, in Calabria, in Puglia e in Umbria, Abruzzo e Sardegna, questa percentuale supera il 25%.

Senza contare che molti vecchietti del sud Italia rimangono “orfani” dei propri figli, emigrati per mancanza di lavoro verso il nord.

E’ inversamente proporzionale la tendenza della società italiana di oggi: a fronte di un aumento della popolazione anziana, sta diminuendo sempre più la generazione giovane con un deficit maggiore nel sud Italia, dove l’aiuto famigliare è ancora meno disponibile.

Gli effetti dell’invecchiamento in Italia

Il bilancio dello stato è messo già ad oggi sotto pressione dall’invecchiamento della popolazione.

Nei prossimi anni potrebbero però risentirne anche il settore finanziario, immobiliare e imprenditoriale.

L’allarme arriva da una ricerca appena pubblicata da l’agenzia di rating Moody’s, in cui è indicato che l’Italia, con una media della popolazione di 46 anni, è già al terzo posto al mendo per età.

Il settore sanitario a dura prova

Dal quadro sopra designato si evince che nonostante l’aumento dell’invecchiamento della popolazione non sono aumentante le risorse disponibili per la loro cura.

Spesso i famigliari devono ricorrere a metodi alternativi all’aiuto statale per fare fronte ai bisogni dei propri cari.

Il rapporto OASI 2018 redatto dall’Università la Bocconi di Milano in collaborazione col Cergas, analizzando i dati del 2016 del Ministero della Salute evidenzia che:solo 1 anziano non autosufficiente su 3 è preso in carico dai servizi sanitari, con una disponibilità di posti letto in strutture residenziali ridotta rispetto al fabbisogno stimato.

Secondo gli esperti le insufficienze nel sistema socio-sanitario sono principalmente due

  • Gli interventi sociali offerti sono ridotti rispetto alle richieste di bisogno;
  • L’assistenza sanitaria domiciliare risulta essere fornita in media di non più di 2 ore per ogni utente anziano non autosufficiente.

Sono 500 mila gli over sessantacinquenni in carico ai servizi sociali e 900 mila ai servizi sanitari, mentre il fabbisogno stimato è di quasi 3 milioni di anziani non autosufficienti tra coloro che vivono nelle strutture socio-sanitarie e quelli che vengono assistiti in famiglia. Ciò comporta assenza di posto per la metà di loro.

In mancanza di risposta da parte dello Stato, le famiglie si vedono costrette a ricorrere ad offerte diverse di cura come le strutture private e le badanti.

Quest’ultime sono sensibilmente cresciute negli ultimi tempi, con una stima in essere di circa 983.000.

Per un aiuto sulla scelta tra una struttura o una badante leggi: “Badante o casa di riposo?”

Invecchiare oggi
Invecchiare oggi

Escludere l’anziano dalla Società non deve diventare un fattore normale, bisogna invece riconoscere il loro contributo attuale promuovendo il rispetto alla saggezza, la solidarietà tra le generazioni e la partecipazione degli anziani come memoria viva.


“se i giovani sono chiamati ad aprire nuove porte, gli anziani hanno le chiavi”


Papa Francesco 02/02/2018

Daniela

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