Tredicesima badante convivente: quanto spetta, come si calcola e quando pagarla
Se hai bisogno di determinare l’importo corretto della tredicesima che devi alla badante convivente, oppure vuoi conoscere tutti i costi da considerare prima di assumerla, è importante partire dagli elementi giusti.
La tredicesima, infatti, non si calcola considerando soltanto la paga base. Devi tenere conto anche degli scatti di anzianità, se la badante lavora per te da più anni, dell’eventuale superminimo, delle indennità previste dal contratto e del valore convenzionale di vitto e alloggio.
La tredicesima spetta alla badante anche quando il rapporto di lavoro non è iniziato a gennaio. Se, per esempio, l’hai assunta a marzo, dovrai riconoscerle la quota maturata da marzo a dicembre. L’importo sarà quindi proporzionato ai mesi utili di lavoro, mentre il pagamento dovrà avvenire in occasione del Natale e comunque entro il mese di dicembre.
In questa guida vediamo quanto spetta alla badante convivente, quali voci devi inserire nel calcolo e come comportarti in caso di assunzione durante l’anno, ferie, dimissioni o licenziamento.
A chi spetta la tredicesima della badante e quando va pagata
Se hai assunto regolarmente una badante convivente, la tredicesima fa parte delle somme che le spettano. Il diritto non dipende dal mese in cui è iniziato il rapporto e non è riservato a chi ha lavorato per tutto l’anno.
La tredicesima spetta quindi anche quando il rapporto è:
- a tempo determinato o indeterminato;
- iniziato nel corso dell’anno;
- terminato prima di dicembre;
- a tempo pieno o con un orario ridotto compatibile con il CCNL;
- in regime di convivenza o non convivenza.
Se la badante lavora per più famiglie, ogni datore di lavoro deve pagare la quota maturata nel proprio rapporto. Non è quindi una sola famiglia a farsi carico dell’intera tredicesima.
La tredicesima continua a maturare durante le ferie. Matura anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti competenti.
Quanto spetta di tredicesima a una badante convivente
Se la badante convivente ha lavorato per te durante tutto l’anno e la sua retribuzione non è cambiata, le spetta una tredicesima pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto.
Questo è il primo punto a cui devi prestare attenzione: la tredicesima non coincide necessariamente con la sola paga base indicata nel contratto.
Per determinare l’importo corretto devi considerare:
- la retribuzione mensile effettivamente concordata;
- gli eventuali scatti di anzianità;
- l’eventuale superminimo;
- le indennità contrattuali spettanti;
- il valore convenzionale di vitto e alloggio.
Se il rapporto è iniziato durante l’anno, alla badante spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi utili maturati.
La tredicesima deve quindi essere prevista fin dall’inizio, insieme alle altre spese che compongono il costo di una badante convivente nel 2026. Anche se viene pagata a dicembre, infatti, è un costo che matura progressivamente durante tutto l’anno.
Quando viene pagata la tredicesima alla badante convivente
La tredicesima deve essere corrisposta in occasione del Natale e comunque entro il mese di dicembre.
Puoi pagarla separatamente dallo stipendio oppure insieme alla retribuzione di dicembre, purché venga indicata in modo chiaro nel prospetto paga.
Il pagamento dovrebbe essere sempre tracciabile. In questo modo puoi dimostrare quando e quanto hai corrisposto alla badante, evitando dubbi o incomprensioni nel tempo. La digitalizzazione dei pagamenti e dei contributi della badante rende più semplice conservare le informazioni e ricostruire le operazioni effettuate.
Non devi invece aspettare dicembre se il rapporto termina prima. In caso di dimissioni o licenziamento, la quota di tredicesima già maturata deve essere pagata insieme alle altre competenze di fine rapporto.
Come si calcola la tredicesima della badante convivente
Retribuzione utile per la tredicesima della badante convivente: paga base e livello CS
Il livello CS riguarda la badante che assiste una persona non autosufficiente e che non possiede la formazione specifica richiesta per il livello DS.
Dal 1° gennaio 2026, il minimo contrattuale per una badante convivente di livello CS è pari a 1.193,84 euro mensili.
Questo importo è il punto di partenza, non necessariamente la somma sulla quale devi calcolare la tredicesima.
Se hai concordato una retribuzione più alta, devi utilizzare la paga effettiva. Se la badante lavora per te da più anni, devi aggiungere anche gli scatti di anzianità già maturati.
Ogni scatto:
- matura dopo due anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro;
- corrisponde al 4% del minimo contrattuale;
- si aggiunge alla retribuzione;
- non può essere assorbito dall’eventuale superminimo;
- può essere riconosciuto fino a un massimo di sette scatti.
Possono aumentare la base della tredicesima anche il superminimo concordato e le indennità previste dal CCNL, per esempio quella dovuta alla badante che assiste più persone non autosufficienti.
La retribuzione scelta incide anche sul calcolo dei contributi per colf e badanti. Per questo è importante che paga, livello, mansioni e orario siano coerenti tra loro e corrispondano al rapporto di lavoro effettivo.
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Tredicesima badante convivente vitto e alloggio: come incidono sulla retribuzione globale di fatto
Se la badante vive nella casa della persona assistita, vitto e alloggio fanno parte della sua retribuzione.
Anche quando fornisci direttamente i pasti e una stanza adeguata, questi elementi hanno un valore economico convenzionale. Tale valore deve entrare nel calcolo della tredicesima.
Nel 2026 gli importi giornalieri sono:
- 2,33 euro per pranzo o colazione;
- 2,33 euro per la cena;
- 2,00 euro per l’alloggio;
- 6,66 euro complessivi al giorno.
Per ricavare il valore mensile devi moltiplicare l’importo giornaliero per 30:
6,66 euro × 30 giorni = 199,80 euro al mese
Questi 199,80 euro devono essere aggiunti alla retribuzione mensile utile per la tredicesima.
Prendiamo il caso di una badante convivente CS che riceve il minimo previsto per il 2026 e non ha ancora maturato scatti di anzianità:
1.193,84 euro di retribuzione + 199,80 euro di vitto e alloggio = 1.393,64 euro
La base della tredicesima è quindi pari a 1.393,64 euro, non a 1.193,84 euro.
Dimenticare vitto e alloggio significa riconoscere alla badante meno di quanto le spetta. È uno degli errori più comuni, proprio perché durante i normali mesi di lavoro il loro valore viene generalmente fornito in natura e non percepito come una somma aggiuntiva.
Se non fornisci una parte del vitto o l’alloggio, devi verificare anche l’eventuale indennità sostitutiva da pagare in denaro.
Mesi utili per il calcolo della tredicesima badante: la regola dei 15 giorni
Per ogni mese utile di servizio, la badante matura un dodicesimo della tredicesima.
Quando l’assunzione o la cessazione avvengono durante il mese, devi applicare la regola dei 15 giorni:
- una frazione pari o superiore a 15 giorni di calendario viene conteggiata come un mese intero;
- una frazione inferiore a 15 giorni non produce il rateo di quel mese.
Se, per esempio, hai assunto la badante il 17 luglio, luglio entra nel calcolo perché dal 17 al 31 ci sono 15 giorni di calendario.
Se l’hai assunta il 18 luglio, i giorni sono 14. Luglio non viene quindi conteggiato e il primo rateo matura ad agosto.
La stessa regola vale quando il rapporto termina. Se la badante smette di lavorare il 15 del mese, quel mese viene conteggiato; se il rapporto termina prima che siano maturati 15 giorni di calendario, il relativo rateo non spetta.
Tredicesima badante convivente calcolo: formula ed esempi
Quando la retribuzione è rimasta uguale per tutto il periodo, la formula è:
Retribuzione globale di fatto mensile ÷ 12 × mesi utili maturati
Consideriamo una badante convivente CS con:
- retribuzione mensile di 1.193,84 euro;
- vitto e alloggio per 199,80 euro;
- nessuno scatto di anzianità;
- nessun superminimo;
- nessuna indennità aggiuntiva.
La retribuzione globale di fatto è:
1.193,84 + 199,80 = 1.393,64 euro
Se la badante ha lavorato per tutto l’anno:
1.393,64 ÷ 12 × 12 = 1.393,64 euro
La tredicesima spettante è quindi pari a 1.393,64 euro.
Se l’hai assunta il 1° marzo e il rapporto prosegue fino alla fine di dicembre, i mesi utili sono 10:
1.393,64 ÷ 12 × 10 = 1.161,37 euro
La tredicesima maturata è quindi pari a 1.161,37 euro.
Se durante l’anno la paga è cambiata, devi dividere il calcolo in più periodi. Può succedere, per esempio, quando:
- matura uno scatto di anzianità;
- viene concordato un aumento;
- cambia il livello di inquadramento;
- viene riconosciuta una nuova indennità;
- cambia l’orario o la formula contrattuale.
In questi casi non puoi applicare automaticamente l’ultima retribuzione a tutti i mesi. Devi calcolare i singoli ratei utilizzando, per ogni periodo, la retribuzione effettivamente spettante.
Importo tredicesima badante convivente: calcolo 13 in tabella
La tabella mostra l’importo maturato da una badante convivente CS retribuita al minimo del 2026, con vitto e alloggio completi e senza altre componenti retributive.
| Mesi utili | Calcolo | Tredicesima maturata |
|---|---|---|
| 12 mesi | 1.393,64 ÷ 12 × 12 | 1.393,64 euro |
| 9 mesi | 1.393,64 ÷ 12 × 9 | 1.045,23 euro |
| 6 mesi | 1.393,64 ÷ 12 × 6 | 696,82 euro |
| 3 mesi | 1.393,64 ÷ 12 × 3 | 348,41 euro |
| 1 mese | 1.393,64 ÷ 12 | 116,14 euro |
Gli importi sono degli esempi. Se la badante percepisce una retribuzione superiore al minimo o ha maturato scatti, superminimi e indennità, la tredicesima sarà più alta.
Calcolo tredicesima badante non convivente e calcolo tredicesima colf convivente: cosa cambia
Se la badante non è convivente ed è pagata a ore, il calcolo parte dalla retribuzione oraria.
Quando paga e orario sono rimasti costanti per tutto l’anno, puoi utilizzare questa formula:
Paga oraria × ore settimanali × 52 ÷ 12
Consideriamo una badante non convivente con:
- paga di 8,30 euro l’ora;
- orario di 20 ore settimanali;
- rapporto attivo per tutto l’anno.
La tredicesima sarà:
8,30 × 20 × 52 ÷ 12 = 719,33 euro
Se la paga o l’orario sono cambiati durante l’anno, devi ricostruire separatamente i periodi interessati.
Per la colf convivente il metodo è invece simile a quello della badante convivente: alla retribuzione mensile devi aggiungere il valore convenzionale di vitto e alloggio.
A cambiare è l’inquadramento, perché il livello deve dipendere dalle mansioni realmente svolte.
Nel 2026 il minimo mensile di un collaboratore generico polifunzionale convivente di livello B è pari a 983,16 euro. Se non ci sono altre voci, la base della tredicesima sarà:
983,16 + 199,80 = 1.182,96 euro
Assunzione a metà anno, ferie e dimissioni: cosa succede alla tredicesima
Tredicesima badante convivente assunta durante l’anno
Se hai assunto la badante durante l’anno, non devi pagarle una tredicesima intera, ma la quota corrispondente ai mesi effettivamente maturati.
Se il rapporto inizia il 1° luglio e continua fino alla fine di dicembre, spettano sei dodicesimi.
Se inizia il 20 luglio, luglio non raggiunge i 15 giorni di calendario e non viene conteggiato. In questo caso spettano cinque dodicesimi, da agosto a dicembre.
Le ferie non interrompono la maturazione della tredicesima. Durante i giorni di ferie il rapporto continua regolarmente e la badante conserva il diritto alla maturazione degli istituti contrattuali.
Devi prestare maggiore attenzione in presenza di periodi di aspettativa non retribuita o di altre assenze che non permettono di maturare gli istituti contrattuali. In questi casi il conteggio dipende dalla durata e dalla causa dell’assenza.
Tredicesima badante convivente part time con vitto e alloggio
Il CCNL consente il rapporto convivente con orario fino a 30 ore settimanali per i livelli B, BS e C, a condizione che vengano rispettate le fasce orarie e le altre regole previste dal contratto.
Una badante che assiste una persona autosufficiente può essere inquadrata al livello BS e assunta con questa formula.
Nel 2026 il minimo mensile del livello BS convivente fino a 30 ore è pari a 737,39 euro.
Anche con un orario ridotto, vitto e alloggio sono dovuti per intero. Se non ci sono scatti, superminimi o altre indennità, la base della tredicesima è:
737,39 + 199,80 = 937,19 euro
Per un anno completo la badante maturerà quindi una tredicesima pari a 937,19 euro. Se il rapporto è iniziato durante l’anno, l’importo dovrà essere proporzionato ai mesi utili.
Se la persona assistita non è autosufficiente, la badante deve essere normalmente inquadrata al livello CS o DS. Questi livelli non rientrano nella formula ordinaria del convivente fino a 30 ore prevista dall’articolo 14, comma 2, del CCNL.
Non puoi quindi utilizzare un livello inferiore soltanto per ridurre l’orario o il costo del rapporto. Il contratto deve rispecchiare le condizioni della persona assistita e le attività realmente richieste.
Quando l’assistenza riguarda una persona anziana non autosufficiente, la Prestazione Universale può contribuire, in presenza dei requisiti previsti, a sostenere il costo di un rapporto di lavoro regolare.
Tredicesima badante convivente in caso di dimissioni
Se la badante si dimette, conserva il diritto alla quota di tredicesima maturata fino all’ultimo giorno di lavoro.
La somma deve entrare nel conteggio finale insieme a:
- ultima retribuzione;
- ferie maturate e non godute;
- trattamento di fine rapporto;
- eventuali indennità o altre competenze ancora dovute.
Per stabilire se l’ultimo mese debba essere conteggiato, devi applicare la regola dei 15 giorni.
La tredicesima maturata non va confusa con l’eventuale indennità dovuta quando non viene rispettato il periodo di preavviso. Sono due voci diverse e devono essere calcolate separatamente.
Tredicesima badante convivente in caso di licenziamento
Anche in caso di licenziamento, la badante mantiene il diritto ai ratei di tredicesima già maturati.
Non devi aspettare dicembre: la quota spettante deve essere pagata con le altre competenze di fine rapporto.
Il calcolo deve comprendere:
- la retribuzione effettivamente concordata;
- gli eventuali scatti di anzianità;
- il superminimo;
- le indennità spettanti;
- il valore convenzionale di vitto e alloggio;
- i mesi utili maturati.
Anche in questo caso, la tredicesima e l’eventuale indennità sostitutiva del preavviso devono essere riportate come voci distinte.
Una gestione più semplice per la tua famiglia
Quando assumi una badante, non devi sostenere soltanto lo stipendio mensile. Nel corso del rapporto maturano anche tredicesima, ferie e TFR, ai quali si aggiungono i contributi e gli eventuali costi amministrativi.
Per non trovarti a dicembre con una spesa inattesa, puoi mettere da parte ogni mese un dodicesimo della retribuzione globale di fatto.
Nel caso della badante convivente CS utilizzato nei nostri esempi, la quota mensile da accantonare è:
1.393,64 ÷ 12 = 116,14 euro
In questo modo la tredicesima non pesa improvvisamente sul bilancio familiare e puoi pagarla entro la scadenza prevista.
Una parte delle somme sostenute per il rapporto domestico può inoltre avere rilevanza fiscale. La deduzione dei contributi della badante riguarda i contributi previdenziali e assistenziali rimasti a carico del datore di lavoro, entro i limiti stabiliti dalla normativa.
In base alla situazione della famiglia e della persona assistita, possono essere disponibili anche specifici bonus per colf e badanti nel 2026. Questi sostegni non modificano il diritto della lavoratrice alla tredicesima, ma possono aiutarti a gestire il costo complessivo dell’assistenza.
Badacare ti affianca nella scelta del contratto e nella gestione burocratica, aiutandoti a rispettare pagamenti, documenti e scadenze. Così puoi costruire con la badante un rapporto regolare, trasparente e rispettoso, dedicando più tempo al benessere della persona che ami.
