Empatia: la caratteristica fondamentale per le relazioni di aiuto

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di calarsi nelle situazioni vissute dall’altro.

In particolare è una caratteristica personale, il più delle volte naturale, e non è una forzatura intellettuale.

Il termine deriva dal greco en-pathos cioè sentire dentro; sentire emozioni, comprendere i pensieri.

L’importanza dell’empatia nel lavoro di cura

L’empatia può essere considerata una vera e propria competenza personale e comunicativa, che permette di entrare in sintonia con chi ci si relaziona (per scoprire se sei una persone empatica fai questo test).

Questa è uno strumento comunicativo molto importante: con un atteggiamento empatico è possibile cogliere il senso più profondo di ciò che l’altro verbalmente dice.

In aggiunta a questo, condizione fondamentale è l’ascolto. Bisogna, cioè, avere reale interesse verso la storia che l’altra persona sta raccontando per capirla realmente. Inoltre, presuppone l’accettazione incondizionata dell’altro e dei suoi sentimenti, la valorizzazione della persona e della sua dignità e un atteggiamento non giudicante.

Negli ultimi decenni si è creata maggiore attenzione sul tema degli anziani, a causa dell’allungamento delle speranze di vita.

L’anziano, soprattutto se non autosufficiente, tende a rifugiarsi nella depressione a causa della solitudine, con diminuzione dell’autostima e senso di ansia.

Quindi la persona che lo assiste deve comprendere quello che prova e con empatia calarsi nella sua condizione. Per questo è importante scegliere l’assistente familiare “perfetta” selezionandola non solo in base alle competenze ma anche considerando le qualità personali.

Ciò che bisogna capire sono i bisogni che l’anziano avverte

Tendenzialmente sono:

  • Il bisogno di protezione e di essere amati;
  • La necessità di rapporti interpersonali significativi;
  • La volontà di sentirsi utili per se stessi e per gli altri;
  • Il bisogno di sentirsi compresi e di condividere le proprie emozioni.

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L’empatia nella relazione con la famiglia

L’aumento degli interventi a domicilio pone maggiore attenzione anche sui familiari dell’anziano beneficiario delle prestazioni.

Per questa ragione con un approccio olistico, cioè unitario e complessivo, anche la famiglia diviene pieno protagonista del rapporto con i servizi e con gli operatori sociali; si rafforza la consapevolezza e aumentano le relazioni di scambio.

Ovviamente, la comunicazione tra famiglie ed operatori deve essere favorita da un atteggiamento di fiducia ed apertura reciproca.

In altre parole occorre estendere l’empatia nei confronti di tutti i membri del nucleo per comprendere le singole storie familiari e i vissuti che si ripercuotono sullo stato dell’anziano.

Elisabetta Surace, care manager di badacare

 

Empatia: la caratteristica fondamentale per le relazioni di aiuto