Demenza di Alzheimer: come trattare la perdita di memoria

Demenza di Alzheimer e la perdita di memoria

La Federazione Alzheimer Italia ha rilevato nel nostro Paese 1.241.000 persone affette dalla demenza di Alzheimer.

Nonostante i progressi scientifici ancora non si è riusciti a trovare una cura che possa far regredire la malattia, come spiegato anche dopo il fallimento di una nuova sperimentazione farmacologica in un articolo di Focus.

Questa è una delle patologie che sicuramente attanaglia di più i nostri anziani, in particolare quelli di età compresa tra i 75 e gli 84 anni.

Dai dati emerge che solo il 12,1% di loro vive in una residenza sanitaria assistenziale; la maggioranza vive in casa presso i figli o al proprio domicilio grazie all’aiuto di un’assistente familiare. Rispettivamente il 46,4% e il 28,7%.

chi si prende cura delle persone affette dalla demenza di Alzheimer
Distribuzione assistenza Alzheimer

Se quindi è personale non sanitario a prendersi cura da chi è affetto dalla demenza di Alzheimer, è importante che si conoscano le giuste informazioni per trattare e convivere con questa forma di demenza in modo adeguato e positivo.

Cosa c’è da sapere sulla demenza di Alzheimer

Perdita di memoria

La perdita di memoria è sicuramente il sintomo principale dello sviluppo dalla demenza di Alzheimer e, probabilmente, è uno dei problemi più dolorosi che una persona possa affrontare.

Perdere la memoria vuol dire dimenticare i ricordi più belli della propria vita, scordarsi di sensazioni ed emozioni vissute, non riconoscere più un proprio figlio come tale…

“L’Alzheimer è particolarmente triste e orribile perché il paziente perde il proprio «io» molto prima che il corpo muoia.”

Jonathan Franzen

È facile quindi comprendere quanto per la persona stessa, non sia facile accettare una condizione così indesiderata, non riconoscersi e capire che qualcosa non va. E questo può essere particolarmente logorante nelle prime fasi in cui si hanno ancora dei momenti di lucidità.

Per chi assiste una persona affetta dalla demenza di Alzheimer: come reagire

Che tu sia un parente o un assistente familiare destinato alla cura di una persona dalla demenza di Alzheimer, ti consigliamo di:

  • mantenere un atteggiamento positivo e rassicurante. Come abbiamo detto il “malato” stesso è il primo a sentirsi disorientato dalla nuova situazione e necessita di qualcuno che lo rassicuri e che lo conforti
  • non sentirti il bersaglio dei suoi atteggiamenti. Il disorientamento può provocare nervosismo e aggressività e la tendenza è quella di sfogarsi contro chi si ha vicino quotidianamente. Ricorda: non sei tu la causa del suo malessere
  • non sottolineare gli errori. Spesso l’assistito commetterà degli errori: perderà dei soldi, no spegnerà il gas o ti chiederà insistentemente le stesse cose molte volte. Ha perso la memoria, il suo comportamento non è del tutto volontario
  • usare biglietti e promemoria. Stimolare e allenare la sua mente è importante e potrebbe rallentare il progredire della malattia.

 

Come prevenire ulteriori conseguenze negative derivanti dalla demenza di Alzheimer

Per prevenire il peggioramento delle condizioni di salute ed evitare brutti accadimenti è apportuno mantenere delle abitudini.

Chi è affetto da Alzheimer fatica ad imparare cose nuove quindi è opportuno adattare l’ambiente al suo nuovo stato.

In aggiunta, può essere utile aggiornarsi su alcune specifiche dimenticanze per fronteggiare in modo reattivo il problema.

Nel caso di assunzione di una badante, è importante scegliere un profilo che in passato abbia già avuto esperienza di assistenza a persone con problemi di demenza, magari affidandoti a un professionista che ti guidi nella scelta; sarà una vera risorsa!

Se hai bisogno di un supporto, puoi trovarlo qui.

 

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