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Contratto badanti: tipologia, normativa ed esempi di contratti domestici per badanti e colf

Contratto badanti: tipologia, normativa ed esempi di contratti domestici per badanti e colf

Il contratto per badanti, che rientra all’interno del più ampio contratto di lavoro domestico, è una tipologia di accordo lavorativo sul quale si è intervenuti parecchie volte nel corso degli anni. L’attuale normativa che regolamenta i lavoratori domestici è quella del contratto collettivo nazionale per lavoratori domestici che è entrata in vigore a partire dall’Ottobre del 2020 e che sarà valida fino al 31 Dicembre 2022.    

L’attuale legge prevede diverse novità rispetto al passato. Tra queste, una delle più rilevanti riguarda l’introduzione di vari livelli di assunzione per il personale domestico. Per avere una visione maggiormente chiara del nuovo CCNL badanti, nelle prossime righe esamineremo nel dettaglio ogni sua parte.

Come vedremo tra poco, il contratto per colf e badanti può variare notevolmente a seconda che si tratti di un contratto part time, full time o di contratti per badanti conviventi o non conviventi. Un altro elemento che può incidere è il tipo di assistenza richiesto, in particolare se si tratta di un assistito autosufficiente o meno.

Contratto nazionale badanti: normativa e inquadramento per colf e badanti 2022

L’8 Settembre 2020 è stato firmato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale per colf e badanti, che riguarda tutti i lavoratori che si occupano di collaborazione domestica. L’accordo è attivo dal 1 Ottobre 2020 e ha come scadenza il 31 Dicembre 2022.

Le categorie interessate dal CCNL del Lavoro Domestico sono quelle degli assistenti familiari (colf, badanti e collaboratori domestici di vario genere) e le novità riguardano: l’introduzione di quattro livelli (A,B,C e D), un incremento retributivo e l’aumento delle ore di permesso per la formazione professionale.

Gli assistenti familiari sono inquadrati in quattro livelli, a seconda dell’esperienza professionale e delle mansioni svolte, a ciascuno dei quali corrisponde un livello “super” che prevede un inquadramento retributivo più alto.

Per quanto riguarda il contratto di lavoro per badante, questo può essere inquadrato in più livelli, a seconda del tipo di lavoro svolto, della formazione dell’assistente e dell’autosufficienza o meno dell’assistito. In particolare:

  • Livello A Super: l’assistente addetto alla compagnia che svolge mansioni di mera compagnia a persone adulte autosufficienti.
  • Livello B Super: l’assistente familiare per persone autosufficienti che si occupa anche delle esigenze di vitto e pulizia della casa dell’assistito;
  • Livello C Super: l’assistente familiare (privo della specifica formazione ed esperienza) per persone non autosufficienti che si occupa anche del vitto e della pulizia dell’abitazione degli assistiti;
  • Livello D Super: gli assistenti familiari di persone non autosufficienti (in possesso di specifica esperienza e formazione) che si occupano delle esigenze di vitto e pulizia della casa.

Leggi anche: La badante convivente deve risiedere con l’assistito?

Stipulare un contratto per collaboratore domestico

Quando si parla di contratto per colf domestica, si intende un documento che disciplina il rapporto lavorativo tra un datore di lavoro e un assistente domestica. Per dar vita a questa collaborazione, le parti interessate devono presentare i seguenti documenti:

  • documento di riconoscimento personale
  • tessera sanitaria
  • attestati di qualifiche professionali
  • documenti assicurativi e previdenziali
  • permesso di soggiorno (per badanti straniere)

Se entrambi i soggetti possiedono queste carte, allora è possibile stipulare un nuovo contratto di lavoro. Una volta fatto ciò, il nuovo contratto colf va comunicato all’INPS entro 24 ore dall’effettivo inizio dell’attività lavorativa, ad eccezione di quei casi in cui il lavoro è di natura prettamente occasionale. 

Contratto collaboratrice domestica a ore: gli orari previsti

Il contratto di lavoro domestico può essere sia a tempo indeterminato che determinato. Come ogni attività lavorativa, anche per il lavoro domestico a ore esiste una regolamentazione. Nello specifico, l’articolo 14 del contratto per lavoratori domestici prevede che gli assistenti familiari possano eseguire il proprio lavoro:

  • per 10 ore giornaliere, non consecutive, arrivando a un totale di 54 ore settimanali, se si tratta di lavoratori conviventi
  • per 8 ore giornaliere, non consecutive, arrivando a un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni, se si tratta di lavoratori non conviventi

Oltre ai tempi stabiliti dal contratto colf a ore, agli assistenti familiari può essere richiesto lo svolgimento di una prestazione lavorativa straordinaria che però non deve pregiudicare il diritto al riposo. Qualora una badante svolgesse delle ore lavorative in più, l’articolo 15 del contratto colf e badanti 2022 prevede una retribuzione:

  • del 25% in più se il lavoro viene svolto dalle ore 6.00 alle ore 22.00; 
  • del 50% in più se il lavoro viene svolto dalle ore 22.00 alle ore 6.00;
  • del 60% in più se il lavoro viene svolto in una delle festività indicate nell’art. 16 o nella giornata di domenica o della giornata  solenne prevista dalla religione del lavoratore 

Contratto part-time

Se abbiamo deciso di scegliere un contratto part- time, la nostra lavoratrice si occuperà delle sue mansioni per massimo 30 ore settimanali.

Nel dettaglio possiamo scegliere se farla lavorare 5 giorni a settimana per 6 ore al giorno, oppure 6 giorni lavorativi di 5 ore al dì.

Naturalmente, la badante convivente avrà diritto a 1 giorno di riposo totale o due giorni, a seconda dell’orario lavorativo indicato nel contratto

Contratto full-time

La badante è convivente, a tempo pieno, è assunta con regolare contratto a tempo pieno con un massimo 54 ore di lavoro a settimana.

Certamente, non possiamo chiedere alla nostra lavoratrice che presti le sue mansioni 24 ore su 24.

Sostanzialmente, l’assistente familiare, che ha cura del nostro anziano può lavorare per un massimo di 10 ore giornaliere per 5 giorni e nel sesto giorno lavorerà 4 ore.

Altresì, la nostra lavoratrice ha diritto di riposare senza interruzione almeno 11 ore di seguito.

Solitamente, sono 11 ore nella notte (22.00 – 8.00).

Ma, le spettano anche almeno 2 ore al giorno di riposo non retribuito. Sarà la badante a scegliere se uscire o restare a casa e riposarsi.

Senza dubbio, il tema del riposo come assenza della lavoratrice in un giorno della settimana va affrontato e gestito dalla famiglia.

Iniziamo col dire che una badante assunta con contratto a tempo pieno, ha diritto a un giorno e mezzo di riposo, 36 ore.

Senza dubbio, questo è un diritto irrinunciabile.

Per evitare discussioni fastidiose vi consigliamo di stabilire il giorno di riposo e inserirlo nell’accordo contrattuale.

Nella maggior parte dei casi il giorno concordato per il riposo di 24 ore è la domenica oppure il sabato.

I familiari, dovranno organizzarsi per gestire l’anziano nel giorno di assenza della lavoratrice.

Contratti per badanti conviventi con vitto e alloggio

L’articolo 36 del contratto collettivo nazionale per badante convivente non prevede un orario minimo contrattuale. Quello su cui il contratto si concentra, invece, è la possibilità di far sì che ai lavoratori sia garantito il vitto e l’alloggio e, a livello più generale, un ambiente di lavoro sereno e che nel lungo periodo non risulti nocivo all’integrità psicofisica del lavoratore. 

Con l’assunzione di badanti conviventi part-time o h24, al lavoratore deve essere necessariamente garantito un vitto che consenta un’alimentazione sana e sufficiente e un alloggio idoneo a tutelare la sua riservatezza. 

I contratti per badanti conviventi a partire dal livello B Super vengono regolamentati in base alle ore di lavoro richiesto e all’inquadramento professionale dell’assistente familiare (livello di appartenenza).

In particolare:

  • Contratto per badanti conviventi (fino a 30 ore settimanali) di livello B Super a persone autosufficienti: generalmente si tratta di 5 ore al giorno dal Lunedì al Sabato, con un giorno di riposo obbligatorio.
  • Contratto per badanti conviventi (fino a 54 ore settimanali) di livello B Super a persone autosufficienti: generalmente si tratta di 10 ore al giorno da Lunedì al Venerdì e 4 il Sabato, con un giorno e mezzo di riposo obbligatorio e 2 ore al giorno libere.
  • Contratto per badanti conviventi (fino a 54 ore settimanali) di livello C Super a persone non autosufficienti: l’orario di lavoro è uguale al precedente ma la paga mensile e i contributi versati sono più alti. Inoltre, è prevista un’indennità aggiuntiva se si assistono due anziani.
  • Contratto per badanti conviventi (fino a 54 ore settimanali) di livello D Super a persone non autosufficienti: anche in questo caso l’inquadramento professionale sarà più alto del precedente e verrà prevista un’indennità mensile per l’assistenza a due anziani.

Leggi anche: Badante convivente, la guida completa per assunzione

Contratto nazionale per badanti non conviventi

Ci sono casi in cui gli assistenti familiari non convivono con l’assistito. In queste situazioni, il contratto nazionale prevede che lo stipendio del badante non convivente venga calcolato in relazione alle effettive ore di lavoro svolte. Il CCNL non sancisce nessun requisito di ore minime lavorative, ma prevede invece un tetto massimo, ovvero 40 ore settimanali.

In generale, la paga di una badante non convivente in Italia dipende dai seguenti fattori:

  • le ore di lavoro prestate
  • il livello di inquadramento della lavoratrice 
  • il possesso o meno di una qualifica apposita.

I contratti per badanti non conviventi (fino a 40 ore settimanali) sono così divisi:

  • Livello B Super a persone non autosufficienti: paga oraria da 1 a 40 ore settimanali, massimo 8 ore di lavoro giornaliere e la Domenica come giorno di riposo.
  • Livello C Super a persone non autosufficienti: stesse condizioni di lavoro e paga oraria adeguata all’inquadramento C super.
  • Contratto per badanti di persone non autosufficienti con formazione professionale livello DS: stesse condizioni di lavoro e paga oraria adeguata all’inquadramento D super.

Contratto per badanti straniere

Per le badanti straniere valgono gli stessi diritti e inquadramenti previsti per gli assistenti familiari italiani.

L’unica differenza è che nel momento in cui viene stilato un contratto per badanti straniere, se si tratta di lavoratori extracomunitari, oltre ai canonici documenti (assicurativi, previdenziali, di riconoscimento, attestati professionali, ecc…), dovrà essere presentato anche il permesso di soggiorno valido per lo svolgimento del lavoro subordinato.

Badapay: Il servizio di Badacare

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La gestione del contratto per i badanti è un aspetto delicato ed è auspicabile gestirlo con le dovute accortezze per evitare di incorrere in sanzioni amministrative.

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