Anziani soli: quanti sono e come vivono

Aumenta il numero degli anziani soli

Sempre più in crescita è il numero degli anziani soli.

In Italia, nel 2018, sono stati recensiti circa 1,2 milioni di persone che hanno superato i 65 anni e che vivono in solitudine.

Nella sostanza, se consideriamo la popolazione sopra i 65 anni, gli anziani soli sono circa il 38%.

Di questo 38%, poi, moltissimi non hanno figli, né altri parenti oppure persone amiche che possano prestare loro aiuto in caso di bisogno.

Certamente, la vita di questi anziani è una vita spesso vuota e priva di stimoli.

Insomma, un vivere in isolamento e in totale abbandono.

Solitudine che genera spesso cattive condizioni della vita nell’età senile.

Le conseguenze di una vita in solitudine spesso sono:

  • poca cura di sé stessi

  • dolore e abbattimento

  • depressione

  • vita senza prospettive

  • rischio di ammalarsi o di accelerare l’inizio e il decorso di malattie neuro-degenerative, quali la demenza senile e il morbo di Alzheimer.

Negli ultimi anni, molti paesi europei si sono preoccupati del modo di vivere degli anziani soli.

In particolar modo, l’Inghilterra ha inserito, tra i ministeri, il ministero per la solitudine.

Anche in Italia si sono svolti vari dibattiti e discussioni sul tema.

Ma non solo, l’attenzione per il problema degli anziani soli è estesa anche in altri Stati di altri continenti.

Leggi anche, non autosufficienza, aumentano malattie croniche e solitudine

Anziani soli che affrontano la senilità senza figli

Come abbiamo già evidenziato, la popolazione degli anziani soli cresce sempre di più.

Se guardiamo la società odierna, possiamo solo considerare che questa ascesa purtroppo non si arresterà ma crescerà sempre più.

Sempre più persone non hanno figli, non sempre perché ci sono problemi nel concepimento, ma per libera scelta personale.

Scelta spesso dettata da cause diverse:

  • dalla paura di non essere in grado di dare una vita agiata sempre al passo con la nostra cultura consumistica

  • dalla voglia di godersi la vita, dalla cura esagerata del proprio Io e dalla non esigenza di avere dei figli

Sul lungo periodo, però, queste singole scelte che già pesano oggi, saranno macigni nel futuro, che dovranno essere a carico della società.

Probabilmente nel futuro ci saranno sempre più anziani soli.

Ma è possibile, per gli anziani soli poter condurre un’esistenza dignitosa?

Oppure, ci si deve rassegnare a una vita da reclusi in casa e in stato di abbandono?

Come superare l’isolamento

Moltissimi anziani soli, trascorrono una dietro l’altra le giornate, uguali, monotone, tristi.

Nel silenzio delle mura domestiche sopportano il peso della solitudine, di una vita lontana dal mondo… lontana da tutto e tutti.

Inesorabilmente, gli anziani soli soffrono, si sentono indeboliti, senza la forza di reagire, senza la speranza di nulla.

Allora la pigrizia avanza ogni giorno di più, non si hanno più stimoli.

Anche il pensiero di dover cucinare e lavarsi può diventare una zavorra, un peso troppo grande nella giornata inutile.

Come si trascorrono le 24 ore del giorno?

Chiaramente, troppo spesso, si passano ore e ore, nella noia.

Oppure, l’alternativa migliore sembrerebbe sedersi davanti ad un freddo schermo televisivo.

Certamente uno schermo ingannevole che ha lo scopo di non far veder che si è soli.

Quell’isolamento che uccide il nostro animo, che ci rende atrofizzati.

Si vive dentro un circolo di emozioni devastanti che sembra non fornire una via d’uscita.

Ma nella realtà, la via d’uscita c’è: bisogna solo vederla.

Scegliere di vivere la vita ed uscire dall’emarginazione è la soluzione per contrastare l’isolamento.

Sebbene possa sembrare difficile, il segreto è riuscire a restare attivi all’interno della società.

Insomma, nella sostanza vivere una vita attiva e coltivare le relazioni interpersonali.

Per approfondire leggi anche: la depressione senile, cos’ è  e come trattarla

Come aiutare gli anziani soli a vivere con gioia e in attività

Come primo passo è importante prendere consapevolezza della solitudine e scegliere di reagire.

Basta, sentirsi soli e continuare a non vivere.

E’ arrivato il momento di agire e mettersi in movimento nel mondo.

Vediamo insieme qualche consiglio utile per non vivere da anziani soli.

Passeggiare all’aria aperta

Avremo effetti positivi sul corpo (mantiene in attività il fisico) e sulla mente.

Iscriversi ad un corso di ballo

Sicuramente, è un’attività che aiuta a mantenersi svegli dal punto di vista sia mentale che fisico. Dal punto di vista mentale, il ballo mantiene attiva la memoria, il cervello deve lavorare per ricordare la sequenza dei passi. Dal punto di vista motorio, è utile per l’equilibrio e tiene attivi molti muscoli. E poi fornisce molte occasioni per fare nuove conoscenze.

Uscire per andare a trovare un amico o un familiare

Mantenere vivi i legami con altre persone consente alle persone anziane di non vivere una vita isolata.

Coltivare hobby

Decorare piccoli oggetti, dedicare del tempo con lavori all’uncinetto, oppure iscriversi ad un corso che stimoli la fantasia (disegno, fotografia, cucina eccetera). Sicuramente il tempo dedicato ad un hobby creativo dà libero sfogo alla persona. Il vantaggio è tenere viva la mente e rapportarsi con altri individui e soprattutto non restare soli e fermi davanti alla televisione.

Riciclare oggetti vecchi insieme ad amiche

Oltre che a stimolare la creatività e lo stare insieme, tale attività sarà anche utile all’ambiente. Ci saranno meno rifiuti rifiuti che potranno trasformarsi in oggetti utili da regalare o perché no da vendere in un mercatino.

Partecipare alle iniziative dei gruppi anziani delle parrocchie

Spesso, in moltissime parrocchie è presente un gruppo anziani che prevede incontri, corsi, gite e attività a sostegno della parrocchia.

Partecipare con vivacità alla vita della comunità è un’occasione per svolgere opere utili per la comunità e per stare insieme.

Scoprire di poter dedicare del tempo per nuovi hobby oppure impegnarsi in attività dona felicità.

Sicuramente vivere, coltivando nuove amicizie e avere piccole occupazioni, preserva dalla depressione a contribuisce al benessere dell’anziano.

Indubbiamente un anziano attivo non è un anziano solo.

Lo staff di badacare.com

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