Caregiver familiari in arrivo novità dal DDL 1461

caregiver familiari

E’ in esame della commissione in Senato il DDL 1461 sui caregiver familiari

Da molti anni, i caregiver familiari che si occupano dell’assistenza di un genitore o un congiunto non più autonomo, attendono che le loro cure siano riconosciute.

Spesso molte donne si trovano a dover abbandonare il proprio posto di lavoro per dedicarsi completamente al familiare non autosufficiente.

Innegabilmente la scelta di assistere un proprio anziano spesso è dettata da una situazione di necessità.

Tale attività di cura ha un grandissimo valore sociale unitamente a quello economico ed entrambi andrebbero valorizzati dal legislatore.

Una società che non si prende cura degli anziani, che sono le nostre radici, non protegge la nostra storia e il nostro futuro.

Per approfondire leggi: I caregiver familiari non hanno privacy

Misure oggi in vigore per i caregiver familiari

Ad oggi non è presente nel nostro ordinamento giuridico una legge organica che fornisca una tutela o comunque un aiuto, che sia vero, ad una persona che assiste un proprio caro.

Sebbene l’istituzione di un fondo per il triennio 2018/2020 è un piccolo passo in avanti, lo stesso non è certamente sufficiente a valorizzare questa attività di protezione e cura.

Sicuramente assistere un soggetto non autosufficiente è faticoso: porta a sacrificare il proprio tempo, le proprie energie, la propria famiglia.

Proprio per questi motivi è di rilevante importanza riconoscere e sostenere il lavoro che fanno i caregiver familiari.

Indubbiamente i caregiver familiari stanno accanto e aiutano i propri familiari; si occupano di welfare.

Pertanto assicurano anche il benessere e la sicurezza dei cittadini.

Lo Stato dovrebbe riconoscere tale attività di considerevole importanza.

Sicuramente la legge finanziaria del 2018 nella quale è stato creato il fondo, per il loro lavoro, ha portato un contributo.

In questi ultimi due anni, è stato riconosciuto un valore economico e sociale per coloro che si occupano di una persona non autosufficiente.

Ma occorre fare ancora molta strada.

Contenuto del disegno di legge sui caregiver familiari

Il disegno di legge n. 1461 si preoccupa di inserire nel nostro ordinamento giuridico i contributi figurativi, detrazioni e riconoscimento di crediti formativi a favore dei caregiver familiari.

Vediamo insieme il contenuto degli articoli proposti e che sono analizzati dalla commissione permanente presso il Senato.

 

articoli legge caregiver familiari

  • Articolo 1

Primariamente, il nostro legislatore per il caregiver, non lavoratore prevede il riconoscimento, per massimo tre anni, di contributi figurativi.

Viene descritta nell’articolo l’attività dell’assistente familiare che deve curare la persona nelle attività giornaliere: favorire le relazioni sociali, essere un aiuto per il benessere psico-fisico, svolgere commissioni per l’assistito.

Deve anche gestire i rapporti con il sistema socio-sanitario.

  • Articolo 2

Segue nel secondo articolo la definizione di caregiver familiare.

L’articolo 255 della legge finanziaria del 2018 è sostituito come segue:

« 255. Si definisce caregiver familiare la persona che gratuitamente assiste e si prende cura in modo continuativo del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, anche oncologica, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18 ».

  • Articolo 3

Questo articolo sottolinea che per un assistito ci può essere solo un caregiver familiare.

Detto questo, se il caso rientra nelle agevolazioni previste dall’art. 33 L. 104/1992, la presenza del caregiver fa si che nessun altro familiare lavoratore possa usufruirne.

  • Articolo 4

In questa norma vengono elencati i documenti che sono necessari da trasmettere all’INPS per godere dei benefici della legge.

Pertanto, è necessario presentare la seguente documentazione: atto di nomina del caregiver familare, estremi del verbale di riconoscimento di invalidità o infermità grave, autocertificazione di residenza, copia permesso di soggiorno se si è cittadini di paesi extra-europei.

Il disegno di legge indica che l’assistito è tenuto a scegliere il caregiver familiare e che può decidere poi di revocarlo.

Il comma 4 sottolinea, poi, i casi di cessazione dallo status di caregiver familiare.

  • Articolo 5

Al caregiver, non lavoratore, che presta assistenza vengono riconosciuti, al massimo,tre anni di contributi figurativi.

Se il familiare ha prestato altra attività lavorativa, in precedenza, i contributi possono essere sommati.

Perché i contributi del caregiver siano conteggiati è obbligatorio presentare regolare dichiarazione trimestrale presso l‘INPS.

Naturalmente, la dichiarazione dovrà contenere il numero di ore di assistenza effettuate.

  • Articolo 6

A sostegno dei caregiver familiari la norma contempla di considerare i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantite.

Si propone di collocare dei livelli essenziali di assistenza per esempio la domiciliazione di visite e prestazioni sanitarie.

  • Articolo 7

Il legislatore si preoccupa di agevolare il caregiver familiare che lavora.

Viene contemplata l’opportunità di modificare l’orario lavorativo per esigenze legate all’assistenza di un familiare.

Altresì, è possibile scegliere la sede lavorativa che sia a minor distanza dalla residenza del familiare non autosufficiente.

  • Articolo 8

Il lavoro svolto presso, per esempio, un genitore non autonomo, può rappresentare un bagaglio formativo.

Successivamente, le conoscenze acquisite potranno tornare utili al caregiver.

Il contatto con l’assistenza quotidiana, fornirà la possibilità di essere valutata sulla base dei criteri, delle modalità e delle procedure previsti per la formalizzazione e la certificazione delle competenze, ovvero quale credito formativo per l’acquisizione della qualifica di operatore sociosanitario o di altre figure professionali dell’area socio-sanitaria.

  • Articolo 9

Con questo articolo nasce la possibilità di detrarre al 50% le spese per un massimo di 10.000 euro all’anno.

Certamente, gli importi devono essere pagati per cura ed assistenza.

  • Articolo 10

L’articolo indica le modalità perché la legge sia realmente applicata.

Ogni anno, entro il 31/12 il ministro del lavoro e delle politiche sociali dovrà redarre una relazione.

Relazione che ,poi, dovrà presentare alla Camere.

Altresì, il Governo, sulla base delle relazioni presentate in Parlamento, dovrà ogni due anni verificare i risultati delle norme introdotte.

  • Articolo 11

Infine, il legislatore si preoccupa della copertura finanziaria.

Indubbiamente questo è solo un primo passo.

Certamente, questo disegno di legge presenta alcuni aspetti che sarebbe meglio migliorare, dando ascolto alle organizzazioni che operano nel settore.

Speriamo che, con alcune migliorie, diventi presto legge.

Lo staff di badacare .com

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