Anziani non autosufficienti: cosa riserva loro il futuro

Anziani non autosufficienti - il loro futuro

L’Italia sta  sempre più diventando un paese di “vecchi”; un paese, cioè, con una costante diminuzione di giovani ed un aumento degli ultra65enni e degli anziani non autosufficienti.

Nel 2018 gli anziani a rischio poiché isolati e privi di reti amicali e/o familiari, erano 1,2 milioni.

Oggi, le famiglie con una persona non autonoma a carico sono ben 4 milioni.

Ma cosa si può fare quando un anziano perde le capacità di provvedere a se stesso diventando un anziano non autosufficiente?

Come cambierà la gestione degli anziani non autosufficienti considerando che sempre più giovani, potenziali caregivers, lasciano l’Italia e le proprie famiglie per trasferirsi all’estero?

Analizziamo un punto alla volta.

Anziani non autosufficienti: il significato

Con il termine anziani non autosufficienti vengono definite tutte quelle persone che ormai, a causa dell’età avanzata, non sono più in grado di svolgere in modo autonomo le diverse e semplici attività della vita quotidiana.

Questa incapacità può essere provocata dall’insorgenza di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Gli anziani non autosufficienti sono considerati tali solo in seguito a certificazioni mediche che accertino e confermino lo stato di non autosufficienza.

Attività della vita quotidiana sulle quali l’anziano non autosufficiente perde il controllo

Sono molte le attività quotidiane che ad un certo punto della vita possono diventare faticose, se non addirittura impossibili, da svolgere in autonomia per le persone non autosufficienti. Queste attività così semplici sono però le più importanti per il sostentamento fisico e l’inclusione sociale delle persone.

Si tratta di:

  • Nutrirsi
  • Muoversi e camminare
  • Vestirsi e svestirsi
  • Lavarsi
  • Andare in bagno

Conseguenze dell’insorgenza della non autosufficienza

Quando l’anziano diventa non autosufficiente, lo stesso, non sarà più in grado di trascorrere le giornate da solo ed avrà quindi bisogno della costante presenza ed il costante sostegno di qualcun altro.

Mantenere le persone anziane nei luoghi a loro familiari, vicino ai propri affetti e permettergli, il più possibile, di mantenere le proprie abitudini, è sicuramente la scelta migliore e meno traumatica che si possa fare per sostenere la loro vecchiaia. Per fare questo c’è bisogno, però, di persone preparate, disponibili, affidabili e che abbiano abbastanza tempo da dedicare all’anziano.

I caregivers

Con caregivers, cioè “coloro che si prendono cura”, vengono prioritariamente identificati tutti i familiari che si occupano dei propri cari anziani o anziani non autosufficienti.

La maggior parte di loro svolge un altro lavoro, ha figli da crescere, una rete amicale da coltivare e soprattutto è inesperto o non adeguatamente preparato per svolgere il difficile compito di sostegno che è chiamato ad eseguire.

Lo stress che si sostiene in queste situazioni può raggiungere livelli molto alti. Lo stesso, insieme a stanchezza e frustrazione, possono essere portare all’insorgenza di quello stato che gli esperti definiscono burnout; un esaurimento emotivo portato dall’eccesso di compiti e responsabilità.

I badanti  (o assistenti familiari)

I badanti (o assistenti familiari) possono diventare la soluzione ottimale per chi non vuole allontanare i propri cari dai loro ambienti, ma non può neanche badare a loro in autonomia.

Nel caso di anziani non autosufficienti, i badanti andranno a convivere con gli anziani stessi, così da garantire la continua presenza ed assistenza, anche notturna. Oltre ad occuparsi delle persone si prendono  cura anche della casa e di tutte le faccende necessarie per accudire l’anziano.

Dalla preparazione dei pasti, al promemoria delle medicine, dalle attività quotidiane elencate precedentemente alla semplice ma importantissima compagnia.

I badanti inoltre, possono essere altamente qualificati ed esperti nel trattamento di malattie o particolari condizioni degli anziani non autosufficienti. Tale professionalità è infatti accertata tramite certificazioni statali.

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L’assistenza del futuro

È ormai assodato da diversi studi e dai calcoli dall’Istat che sempre più giovani italiani stanno emigrando all’estero. Tale ondata non sembra invertirà la propria rotta in tempi bravi e questo, tra le innumerevoli conseguenze, porterà anche la diminuzione dei potenziali caregivers familiari.

Anche i giovani che rimangono però, si troveranno nel momento dell’assistenza ai propri cari, con figli non ancora del tutto autonomi, con un lavoro non sicuro o con prospettive di carriera ancora elevate.

Ci si dovrà quindi affidare a terzi per l’assistenza ai propri cari ed il lavoro da badante ha dunque grandi prospettive di crescita.

Per arrivare preparato al momento in cui i tuoi cari avranno bisogno leggi anche “L’assistenza anziani con badacare.com

 

Martina Giambertone, Care manager di badacare.com

Anziani non autosufficienti: cosa riserva loro il futuro